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Mal di schiena che torna sempre: perché succede? | Dott. Marco Rizzo fisiatra a Napoli

29 set
Tempo di lettura: 5 min

“Per qualche settimana sono stato bene, poi il mal di schiena è tornato.”


È una situazione frequente: il dolore si attenua, si riprendono le normali attività e sembra che il problema sia risolto. Poi basta una giornata particolarmente intensa, molte ore seduti, un movimento o la ripresa dello sport perché il dolore ricompaia.


A quel punto la domanda è inevitabile: perché il mal di schiena torna sempre?


La risposta non è necessariamente che la schiena sia “rovinata” o che ci sia una nuova lesione ogni volta che compare il dolore.


In molti casi, la ricomparsa del sintomo può indicare che alcuni fattori che hanno contribuito al problema non sono stati completamente affrontati oppure che il corpo non ha ancora recuperato una sufficiente capacità di gestire determinati carichi e movimenti.


Per questo, quando il mal di schiena tende a ripresentarsi, può essere più utile capire perché continua a succedere, invece di limitarsi a trattare ogni nuovo episodio.


Mal di schiena che torna sempre: perché succede?

Il dolore può passare senza che il recupero sia completo


Quando il dolore diminuisce, è naturale pensare che il problema sia terminato.


Ma stare meglio non significa necessariamente aver recuperato completamente la funzione.


Una persona può tornare a camminare, lavorare o fare sport e mantenere, per esempio, una ridotta forza muscolare, una mobilità non completamente recuperata o una scarsa tolleranza a determinati carichi. Anche sedentarietà, movimenti ripetitivi, abitudini lavorative e una ripresa troppo rapida dello sport possono contribuire alla ricomparsa del disturbo.


Questo non significa che il trattamento precedente non abbia funzionato.


Può semplicemente aver ridotto il dolore senza aver ancora consolidato la capacità del corpo di affrontare le richieste della vita quotidiana.


Non è sempre una questione di postura


Quando compare il mal di schiena, una delle spiegazioni più frequenti è: “È colpa della postura.”


La postura può avere un ruolo, ma ridurre il problema a una singola posizione è spesso troppo semplicistico.


Stare seduti, camminare, piegarsi, sollevare un oggetto o praticare sport sono richieste differenti per il sistema muscolo-scheletrico. Più che cercare una postura perfetta da mantenere durante tutta la giornata, può essere quindi importante sviluppare la capacità di muoversi, cambiare posizione, sostenere progressivamente i carichi e recuperare dopo uno sforzo.


La domanda diventa allora:


“Il mio corpo è sufficientemente preparato per quello che gli chiedo di fare ogni giorno?”


Anche fermarsi troppo può mantenere il problema


Quando la schiena fa male, è naturale cercare di proteggerla evitando i movimenti che provocano dolore.


Nella fase acuta può essere necessario modulare i carichi. Ma una riduzione eccessiva e

prolungata dell'attività può portare a perdere progressivamente capacità fisica e fiducia nel movimento.


Si può creare così un circolo:


dolore → paura di muoversi → riduzione dell'attività → minore capacità fisica → difficoltà a

gestire i carichi → nuovo dolore.


Per interromperlo non significa forzare la schiena a fare tutto subito. Significa ricostruire gradualmente la capacità di movimento e di carico, rispettando le condizioni della singola

persona.


Perché il dolore torna dopo una terapia che aveva funzionato?


“Ho fatto fisioterapia e stavo bene. Perché dopo qualche mese il dolore è tornato?”


Può succedere quando, una volta ridotto il sintomo, vengono nuovamente introdotte le condizioni che avevano favorito il problema.


Per esempio, si può interrompere completamente l'attività fisica, riprendere troppo rapidamente carichi elevati, non mantenere il lavoro di forza e mobilità oppure tornare alle

stesse attività lavorative senza averne modificato o gestito adeguatamente il carico.


Per questo il recupero non dovrebbe necessariamente terminare quando il dolore scompare.


La fase successiva può essere altrettanto importante: consolidare il risultato e aumentare progressivamente la capacità del corpo di affrontare le attività abituali.


Quando il mal di schiena diventa ricorrente?


Non esiste una causa unica valida per tutti.


La comparsa e la ricomparsa del dolore possono dipendere dalla combinazione di caratteristiche individuali, attività quotidiane, carichi, movimento, forza muscolare, mobilità e

precedenti episodi.


Una persona sedentaria può passare improvvisamente da molte ore seduta a un'attività

intensa. Un'altra può allenarsi regolarmente, ma aumentare troppo rapidamente durata,

frequenza o intensità degli allenamenti.


In entrambi i casi, più che cercare un unico “colpevole”, è utile capire quali richieste vengono

rivolte alla schiena e se il corpo è preparato a gestirle.


Il ruolo del fisiatra: capire perché il dolore ritorna


Quando il mal di schiena si presenta ripetutamente, una valutazione fisiatrica può aiutare a

uscire dalla logica del semplice trattamento dell'episodio.


Durante la visita vengono ricostruite la storia del dolore, le attività che lo provocano o lo

riducono, il livello di limitazione nella vita quotidiana, gli episodi precedenti, le terapie già

effettuate e le abitudini lavorative e sportive.


A queste informazioni si aggiunge l'esame obiettivo, attraverso il quale possono essere valutate mobilità, forza, controllo del movimento ed eventuali limitazioni funzionali.

Gli eventuali esami strumentali già disponibili possono completare il quadro.


L'obiettivo è arrivare a una lettura funzionale del problema, non semplicemente a un'etichetta diagnostica.


Quando è il momento di approfondire?


Un episodio occasionale che si risolve rapidamente può non richiedere lo stesso tipo di

percorso di un dolore che continua a ripresentarsi.


Una valutazione può essere particolarmente utile quando:

  • il mal di schiena torna più volte;

  • il dolore compare regolarmente alla ripresa dello sport;

  • alcune attività vengono evitate per paura che il dolore ricompaia;

  • diminuisce la capacità di camminare, lavorare o svolgere le normali attività;

  • i trattamenti producono soltanto un beneficio temporaneo;

  • il dolore diventa progressivamente più frequente.


In queste situazioni, ripetere lo stesso trattamento a ogni episodio potrebbe non essere sufficiente. Può essere più utile individuare i fattori che favoriscono o mantengono il problema.


Dal trattamento del dolore alla prevenzione delle ricadute


Il vero obiettivo di un percorso riabilitativo non dovrebbe essere soltanto arrivare al momento

in cui il dolore scompare.


È altrettanto importante creare le condizioni perché la persona possa tornare alle proprie

attività con una maggiore capacità di gestire movimento e carichi.


Il progetto riabilitativo individuale può quindi prevedere obiettivi progressivi: recuperare mobilità, migliorare forza e controllo muscolare, riprendere gradualmente le attività quotidiane e sportive e imparare a gestire i carichi in modo più adeguato.


Nel modello descritto dal Dott. Marco Rizzo, il progetto riabilitativo rappresenta il cuore del

percorso: non un elenco standardizzato di terapie, ma un programma con obiettivi realistici e

tempi di verifica.


Quando necessario, il percorso può coinvolgere più professionisti, in relazione alle esigenze

del singolo paziente.


Mal di schiena ricorrente: non significa avere una “schiena fragile”


Un punto importante è evitare un'equazione molto comune:


“Mi torna il mal di schiena, quindi ho una schiena debole e danneggiata.”


Non necessariamente.


Il fatto che il dolore ritorni indica che c'è un problema che merita di essere compreso, ma non permette da solo di stabilire che la schiena sia strutturalmente danneggiata.


In molti casi, il percorso consiste anche nel recuperare gradualmente la fiducia nel movimento e la capacità di sostenere le attività che fanno parte della vita della persona.

La schiena non deve essere necessariamente protetta da ogni movimento: deve, quando

possibile, essere accompagnata a recuperare la capacità di gestire movimento e carico.


Mal di schiena che torna sempre: da dove cominciare?


Quando il dolore continua a ripresentarsi, la domanda più utile non è soltanto:


“Come faccio a farlo passare questa volta?”


Può essere:


“Perché continua a tornare e cosa posso fare per cambiare questo percorso?”


Una valutazione fisiatrica permette di mettere insieme la storia del paziente, i sintomi,

l'esame obiettivo, le attività quotidiane e gli eventuali esami già eseguiti.


Da qui, quando indicato, può essere costruito un progetto riabilitativo individuale orientato

non soltanto alla riduzione del dolore, ma al recupero della funzione e alla gestione dei

fattori che possono favorire nuove ricadute.


Quando il mal di schiena torna sempre, forse non serve soltanto curare l'ennesimo episodio. Può essere il momento di fermarsi, capire cosa sta succedendo e costruire un perco

 
 
 

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