Infiltrazioni articolari: per quali pazienti tra acido ialuronico, cortisone e PRP
- 27 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Le infiltrazioni articolari rappresentano uno strumento importante nel trattamento del dolore articolare, soprattutto in presenza di artrosi e di alcuni quadri infiammatori. Molti pazienti di Napoli e provincia si avvicinano a queste terapie chiedendosi se siano adatte al proprio caso, quale tipo di infiltrazione scegliere tra acido ialuronico, cortisone o PRP e, soprattutto, se possano davvero cambiare il decorso della malattia. La risposta dipende da una valutazione accurata del singolo paziente e dal modo in cui le infiltrazioni vengono inserite in un percorso più ampio. Il Dott. Marco Rizzo, fisiatra, considera le infiltrazioni non come un gesto isolato, ma come uno dei tasselli di un progetto riabilitativo individuale costruito in collaborazione con un’équipe multidisciplinare.

A cosa servono le infiltrazioni articolari
Le infiltrazioni articolari consistono nella somministrazione diretta, all’interno dell’articolazione, di sostanze con finalità diverse a seconda del quadro clinico. L’acido ialuronico viene utilizzato soprattutto nelle forme artrosiche, con l’obiettivo di migliorare la lubrificazione, ridurre l’attrito e, in alcuni casi, attenuare il dolore e migliorare la funzionalità. Il cortisone, grazie alla sua azione antinfiammatoria, trova indicazione in fasi di infiammazione marcata, quando la presenza di versamento articolare, gonfiore e dolore acuto limita in modo significativo il movimento. Il PRP, plasma ricco di piastrine ottenuto dal sangue del paziente, viene impiegato in selezionati casi di patologie articolari e tendinee con finalità biostimolante, all’interno di protocolli che tengano conto della letteratura scientifica disponibile e delle caratteristiche individuali.
Queste opzioni non sono intercambiabili e non esiste una “migliore” valida per tutti. La scelta dipende dal tipo di problema, dallo stadio della patologia, dall’età, dal livello di attività fisica, dalla presenza di altre malattie e dalle aspettative del paziente. Per questo è fondamentale che le infiltrazioni siano prescritte e programmate da uno specialista in grado di valutare il quadro complessivo e non solo il singolo sintomo.
Il ruolo del fisiatra nella scelta del trattamento infiltrativo
Il fisiatra ha una visione funzionale e globale del paziente con dolore articolare. Durante la visita, il Dott. Marco Rizzo ascolta la storia del disturbo, valuta la localizzazione del dolore, la presenza di rigidità, instabilità o gonfiore, esamina la mobilità articolare e la forza muscolare, tiene conto di eventuali esami già eseguiti e, se necessario, indica approfondimenti diagnostici ulteriori. In base a questo inquadramento, definisce una diagnosi funzionale e decide se e quale tipo di infiltrazione possa essere utile come parte del trattamento.
In alcuni casi, può essere indicato un ciclo di infiltrazioni con acido ialuronico, soprattutto nelle artrosi di ginocchio e anca in fase lieve o moderata, per cercare di migliorare la qualità del movimento e contenere il dolore. In altri contesti, può essere utile una infiltrazione di cortisone per spegnere un picco infiammatorio che impedisce al paziente di svolgere persino le attività più semplici. Nei protocolli che prevedono PRP, il paziente viene inquadrato in modo ancora più selettivo, valutando con cura indicazioni, controindicazioni e benefici attesi. Il fisiatra coordina queste scelte con l’ortopedico di riferimento, in modo che il trattamento infiltrativo si inserisca in una strategia condivisa.
Infiltrazioni e progetto riabilitativo individuale
Per essere davvero efficaci nel medio e lungo periodo, le infiltrazioni articolari devono essere parte di un progetto riabilitativo individuale più ampio. Il sollievo dal dolore, quando si ottiene, rappresenta l’occasione per lavorare meglio sulla funzione. Ridurre l’infiammazione o migliorare la lubrificazione articolare consente al paziente di eseguire con maggiore efficacia gli esercizi di fisioterapia, di recuperare mobilità e forza, di correggere gesti scorretti e di modificare gradualmente il proprio stile di vita.
Nel percorso seguito a Napoli con il Dott. Marco Rizzo, il fisioterapista utilizza la finestra di miglioramento offerta dalle infiltrazioni per impostare sedute mirate, in cui l’articolazione è più disponibile al movimento e alla rieducazione. L’osteopata contribuisce a riorganizzare i compensi corporei, alleggerendo le aree più sollecitate. Il nutrizionista lavora sulla riduzione del peso corporeo e sull’ottimizzazione dell’alimentazione, elementi fondamentali per non vanificare i benefici ottenuti. L’ortopedico monitora l’evoluzione dei segni strutturali e valuta, nel tempo, se siano necessari ulteriori interventi. Il chirurgo vascolare viene coinvolto quando gonfiori e problemi circolatori degli arti inferiori influenzano il quadro articolare e la capacità di muoversi.
A quali pazienti di Napoli e provincia sono rivolte le infiltrazioni
Le infiltrazioni articolari possono essere considerate in diversi profili di paziente. Chi soffre di artrosi di ginocchio o anca in fase iniziale o moderata, con dolore che limita la deambulazione e le scale, può trarre beneficio da cicli mirati di acido ialuronico, se inseriti in un lavoro riabilitativo adeguato. Chi presenta episodi acuti di infiammazione articolare, con gonfiore importante e dolore che impedisce il movimento, può necessitare di infiltrazioni cortisoniche o anche infiltrazioni con l'ozono, selezionate per spegnere la fase più critica e permettere poi un recupero graduale. In situazioni specifiche, come alcune tendinopatie o patologie articolari selezionate, il PRP può essere proposto all’interno di protocolli condivisi e dopo una corretta informazione sui possibili esiti.
Non tutti i pazienti, però, sono candidati ideali alle infiltrazioni: la presenza di patologie concomitanti, terapie farmacologiche in corso, condizioni generali e aspettative personali vanno considerate con attenzione. Per questo motivo, è sempre indicato confrontarsi con il fisiatra prima di decidere se procedere.
A Napoli e provincia, il Dott. Marco Rizzo offre una valutazione personalizzata che non si limita a “scegliere un tipo di infiltrazione”, ma inserisce questa opzione terapeutica in un progetto riabilitativo individuale condiviso con fisioterapista, osteopata, nutrizionista, ortopedico e chirurgo vascolare. In questo modo, il paziente non si affida a un singolo gesto isolato, ma intraprende un percorso strutturato in cui ogni intervento, incluse le infiltrazioni, è finalizzato allo stesso obiettivo: ridurre il dolore, migliorare la funzione articolare e restituire qualità ai movimenti di ogni giorno.
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