Il ruolo del fisiatra nel recupero funzionale
- 5 giu
- Tempo di lettura: 3 min
La fisiatria, conosciuta anche come Medicina Fisica e Riabilitativa, è la disciplina medica che si occupa di accompagnare la persona nel recupero della funzione quando un dolore, un trauma, un intervento chirurgico o una patologia degenerativa rendono difficili movimenti
naturali. Spesso si tende a confondere la fisiatria con la fisioterapia, ma in realtà il fisiatra ha
un ruolo diverso e complementare: è il medico che valuta, inquadra il problema e costruisce
un percorso clinico centrato sulla diagnosi e soprattutto su ciò che il paziente non riesce più
a compiere nella vita quotidiana.
A Napoli e dintorni, il Dott. Marco Rizzo affianca i pazienti con un approccio orientato al
recupero funzionale, cioè al ritorno progressivo ad autonomia, sicurezza nel movimento e
qualità di vita.

Che cosa significa recupero funzionale in fisiatria
Recuperare funzione significa tornare a svolgere attività concrete, come camminare senza dolore, salire le scale, guidare, lavorare senza limitazioni o riprendere un gesto sportivo in
modo controllato. In quest’ottica, il dolore è un elemento importante, ma contano anche altri
parametri come la mobilità articolare, la forza, la resistenza, la coordinazione e la qualità del
movimento. Capita spesso che un disturbo inizi con un episodio acuto e poi si trasformi in un
problema ricorrente, perché il corpo adatta schemi motori di compenso e di protezione che,
nel tempo, diventano essi stessi causa di sovraccarico. Il fisiatra lavora proprio per
intercettare questi meccanismi e riportare il movimento verso un equilibrio più efficiente.
La visita fisiatrica come punto di partenza
Durante la visita fisiatrica, il Dott. Marco Rizzo raccoglie l’anamnesi e ricostruisce la storia
del problema, valutando quando è iniziato, come si è evoluto, quali movimenti lo aggravano
o lo migliorano e quale impatto ha sulla vita quotidiana. Successivamente esegue l’esame
obiettivo e valuta postura, mobilità, forza e controllo motorio, cercando di capire se il disturbo
dipende da una rigidità articolare, da una debolezza muscolare, da un sovraccarico
funzionale o da un insieme di fattori. La valutazione può essere integrata con esami già
disponibili o con indicazioni per ulteriori approfondimenti.
Il progetto riabilitativo individuale e il lavoro in équipe
Il cuore della fisiatria è il progetto riabilitativo individuale, cioè un programma personalizzato
che definisce obiettivi, priorità, tempi e criteri di verifica del miglioramento. Questo progetto
cambia in base all’età, alle condizioni cliniche del paziente, al lavoro svolto e al livello di
attività fisica. In molti casi, per essere efficace nel tempo è utile il contributo coordinato di più
figure. Il fisioterapista traduce il progetto in sedute di riabilitazione mirate, lavorando su
mobilità, rinforzo, controllo e rieducazione del gesto. L’osteopata può supportare il riequilibrio muscolo-scheletrico quando rigidità e compensi ostacolano la ripresa del
movimento. Il nutrizionista interviene quando il peso corporeo e gli aspetti metabolici
influenzano carico articolare, infiammazione e capacità di recupero. L’ortopedico viene
coinvolto per l’inquadramento strutturale e per valutare eventuali opzioni chirurgiche e in
situazioni selezionate, anche il chirurgo vascolare può essere un riferimento quando la
componente circolatoria condiziona gonfiore, dolore e tolleranza al carico, soprattutto agli
arti inferiori.
Quando rivolgersi al fisiatra a Napoli e dintorni
È utile prenotare una visita fisiatrica quando un dolore persiste oltre qualche settimana,
quando un problema tende a ripresentarsi, quando il recupero dopo un trauma o un
intervento sembra rallentare o quando si vuole riprendere sport e lavoro in sicurezza. Anche
chi ha già un referto radiologico può beneficiare della fisiatria, perché il passaggio decisivo è
trasformare un’immagine o una diagnosi in un percorso di recupero realistico e misurabile.
A Napoli e provincia, il Dott. Marco Rizzo lavora con una visione orientata alla funzione:
ridurre il dolore è importante, ma l’obiettivo finale è tornare a muoversi meglio e più a lungo,
prevenendo recidive e nuove limitazioni.
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